Listino 2023-09-05

QUOTAZIONI ALL’INGROSSO SULLA PIAZZA DI MILANO


Prezzi in €/t, esclusi imballaggio e IVA – merce sana, leale e mercantile, resa franco Milano – pronti consegna e pagamento – per vagone o autotreno o cisterna completi

COMMENTO DELLA SEDUTA ODIERNA

Settimana di mercati internazionali segnata dalla chiusura delle posizioni data la prossimità della scadenza di settembre. Nella Ue la scarsa qualità del grano tira verso il ribasso e separa le tipologie, premiando le migliori qualità rispetto in particolare al feed e coinvolgendo il mais. Le speranze di un rinnovo dell’accordo per il transito nel Mar Nero si alternano alle smentite/pretese della Russia che, nel mentre, continua la distruzione delle strutture logistiche dell’Ucraina e (s)vende il grano senza possibilità di competizione. Lo stesso vale per il mais brasiliano. Lontana geograficamente ma incidente sui mercati, l’Australia comunica pessimi dati sui suoi grano, orzo, colza. Tra frane in Francia e decisioni ambientaliste unilaterali dell’Austria, il problema dei trasporti sembra non riuscire ad andare oltre le chilometriche code enfatizzate dai media generalisti. Da noi tant’han fatto che la PSA corre il rischio di essere ben più che una minaccia.  Seduta di mercato milanese coi cereali nazionali allineati alle tendenze internazionali. I frumenti teneri nazionali, infatti, registrano aumenti nelle migliori attitudini (+3/5€/t nel di forza, +1,6%/+0,9%), +3€/t nel panificabile superiore (+1%), l’invariato nel panificabile e cali nel biscottiero (-2€/t, -0,9%) e nell’altri usi (-3€/t, -1,4%).  I teneri esteri comunitari registrano la stessa tendenza con variazioni diverse: se le migliori attitudini sono invariate, il comunitario panificabile perde 5€/t (-2%), stesse misure del calo del non comunitario. Nei nordamericani cala solo lo statunitense (-5€/t, -1,4%). Più pesante la dinamica del grano duro, appesantito in particolare nell’origine nord Italia che perde indistintamente 20€/t (da -4,8% a -5,6% secondo la voce), a fronte del -10, ugualmente indistinto, dell’origine Centro (da -2,4% a -2,7%). Stabili gli esteri. Gli sfarinqti di tenero non seguono la tendenza mantenendo l’invariato, mentre quelli di duro registrano tutti una riduzione di 10€/t, corrispondente al -1,3%/1,7% secondo il tipo di semola, e al -2,7% nella farina per panificazione. Direzione calante per i sottoprodotti della macinazione, in particolare i cruscami, ripiazzati in basso da un -13€/t, pari al -9,6%/10,6% secondo il tipo in quelli di tenero, e al -8,1%/-10,6% in quelli di duro. Calano anche i cubettati, sempre a due cifre ma -10€/t (-7). Invariata la farinetta di duro. In attesa del nuovo raccolto le cui prime sensazioni dicono di una qualità non gravata dai problemi sanitari di quella appena conclusa, il mais in granella registra cali a due cifre per tutte le voci, ridotti nel non comunitario. Quest’ultimo registra sul partenza porto, -10€/t, corrispondente a -3,7%, mentre la variazione subita dai mais nazionali e dal comunitario, per tutti -17€/t, dà un tasso medio del -6,5%. Totalmente in ribasso il comparto dei derivati del mais, con cali ancora a due cifre, di cui quello del glutine nella mezza decina del 2, -25€/t (-6,8%). Il calo di 17€/t uguale per le farine, diventa -2% per la bramata e -5,9% per l’integrale per mangime e -4% per lo spezzato. Al -10€/t della farina glutinata corrisponde -3,1% ed al -15 della farinetta il -6,5%. Cala anche il germe (-12/-15€/t). Poche variazioni nei cereali minori, dovute al calo del massimo dell’orzo comunitario (-5€/t, -2%), ed all’entrata in quotazione del sorgo a 220-225€/t, punto di incontro fra la produzione piemontese e quella emiliana. Ugualmente limitate le variazioni nei prodotti biologici, dovute al calo del grano duro bio (-15€/t, -3,5%) ed all’entrata in quotazione del mais bio, prime movimentazioni sul prodotto feed. Stabili i semi oleosi, in attesa della soia nazionale, ancora non quotata. Cali leggeri ma costanti nella settimana per quasi tutti gli olii di semi principalmente a causa dell’inizio della pressione legata al nuovo raccolto di girasole, che si prospetta piuttosto buono. Le odierne quotazioni vedono l’olio di girasole ridursi di 40€/t (-4,7% nel grezzo, -3,7% nel raffinato), e quello di soia di 55€/t (-5,4% nel grezzo e – 4,6% nel raffinato). Fermo il palma ed in crescita invece l’arachide, limitata al +0,8% (+10€/t). Il mancato rinnovo dell’accordo per le esportazioni marittime dall’Ucraina ripropone per questa campagna ciò che è stato per la scorsa, ovvero pochi mercati di destinazione per il prodotto ucraino che dovrà trovare necessariamente collocazione nella UE dando una spinta al ribasso dei prezzi. Per quanto riguarda il comparto dell’olio d’oliva, dopo mesi di aumenti i prezzi questa settimana si assestano sull’invariato ma permane la pressoché totale assenza di scambi a questi prezzi. A riempire il quasi sono le poche vendite, avvenute solamente per consegna pronta. In territorio negativo le variazioni del comparto panelli e farine di estrazione, separato dal -5€/t del panello di germe di mais (-1,3%), della farina di colza (-1,4%), delle farine di girasole (-2,2% l’integrale, -1,5% il decorticato). Maggiore il calo delle farine di soia, salito a -15€/t (-2,7% medio fra le voci). Ritroviamo il segno più nei grassi, limitato al +1,2% medio, per effetto dell’uguale +1€/t. Stabili le farine di pesce. Segno meno per le variazioni nei foraggi, sia fieni che mediche, eccettuate l’extra pellettata e la prima qualità, invariate. Nel riso si assottiglia il lasso di tempo mancante al nuovo raccolto dei risoni le cui poche quotazioni segnano l’invariato anche perché si tratta del primo mercato del mese, segna linea in caso di inadempienze contrattuali. Fermi anche tutti i risi lavorati. In parziale movimento i sottoprodotti: le variazioni riguardano cali del farinaccio e delle pule, i cui livelli di prezzo hanno allontanato la richiesta della mangimistica e del bioenergetico.  Il calo è stato per tutti di 6€/t, pari al 3% circa.


SELEZIONA NEI BOX SOTTOSTANTI I GRUPPI E/O LE DENOMINAZIONI DI TUO INTERESSE


LEGENDA / NOTE COMUNI

  • min.: minimo
  • max.: massimo
  • naz.: nazionali
  • sott.: sottoprodotti
  • der.: derivati
  • sostit.: sostitutivi
  • lav.: lavorazione
  • prod.: produzione
  • bio: biologico/a
  • (A) di origine Italia
  • (B) di origine Ue, Italia esclusa
  • (C) di origine extra Ue
  • (D) 24.08.2021: max per provenienza Austria
  • nr: non rilevato perché prodotto in precedenza non presente
  • nq: non quotato
  • nominale: indicazione apposta quando le contrattazioni  assumono volumi limitati
  • In grassetto i cali, in corsivo gli aumenti rispetto alla quotazione antecedente

LEGENDA / NOTE COMPARTI 1-8

1.1 se W inferiore alla norma vigente, la merce viene declassata

condizioni preferenziali per le prove: resa farina minima 58%, rifiuto grosso: ≤20% ; umidità farina: ≥ 14,5%

peso spec;prot.;W;p/l;stab.;caduta;
1.2n.d.≥14>3200,7-1,5>15>250
1.3n.d.≥13>250<1>11>220
1.4n.d.≥11,5<160<1>6>220
1.5n.d.≥10,580-140<0,7n.c.>220

1.6  n.d.  non  determinato

1.7 comprende anche grano duro

2.1 già Manitoba n° 2

peso spec;prot.;um.;biancon.;gmf;spezzati;c.estranei;
3.1n.d.13,51120102<2%
3.2n.d.121130156>2%

3.3 n.d. = non  determinato

3.4 n.d. = non  determinato

5. riduzione di € 5 per i corrispondenti tipi 0

5.1 sacco carta – franco forno

6.1 proteine >12,5; col. > 24; ceneri < 0,87

6.2 sacco carta – franco forno

7.1 minimo per merce in farina

7.2 minimo per uso zootecnico, massimo per alimentazione umana

8.1 minimo per prodotto Ue,  massimo per prodotto nazionale

LEGENDA / NOTE COMPARTI 9-17

9.1 conforme ai  Regg. Ue  1881/2006; 1126/2007; 165/2010

9.2 contratto 103 – caratteristiche: aflatossina B1 inferiore a 0,005 ppm (5 ppb) e DON inferiore a 4 ppm (4.000 ppb)

9.3 contratto 103 base

9.4 minimo per merce su camion – massimo per merce derivazione magazzini interni

9.5 minimo per merce su camion fissi – massimo per merce partenza porto

10.1 proteine stq 57%

10.2 germe uso zootecnico, base grassi stq 20%

11.1 peso spec. 54-58

11.2 peso spec.  60-64

11.3 peso spec. 64-65

11.4 peso specifico 68-70; minimo per merce nazionale – massimo per merce estera

11.5 minimo per merce tailandese – massimo per merce cinese o analoga

11.6 p.s.: 45-50

12.1 minimo merce comunitaria – massimo portuale

13.1 uso zootecnico

13.2 minimo buono-mercantile, max. fino

13.3: minimo p.s. leggero convenzionale, max. p.s. pesante convenzionale

13.4 food; massimo con ilo bianco

14.1 danneggiati max 5%

LEGENDA / NOTE COMPARTI 19-25

18.1 minimo per prodotto da amideria con proteine > 21% – massimo per prodotto da molino

18.2 max. origine Belgio

18.3 minimo per farina – massimo pellettato

18.4 max per proteine ≥ 36%

18.5 per merce con proteine > 23%

18.6 prot. min 46,5 – max 48%

19. uso zootecnico

20.20.120.220.3
proteina minima % sul tal quale (stq)63-6566-6770-72

21. dis. = disidratata; prezzo minimo per prodotto nazionale – prezzo massimo per prodotto estero (B,C) tutti pellettati

21.121.221.321.4
proteine1716148
fibra24252834

21.5 48 zuccheri – 25 umidità

21.6 contenuto in erba medica: < 50% nel prezzo minimo, >90% nel prezzo massimo

21.7 minimo merce nazionale

21.8 minimo: 50% affienata-max: 90% purezza

21.9 minimo zootecnica da lettiera-massimo zootecnica pellettata

23.1 prezzo minimo riferito a risina

24. esclusi diritti Ente Risi

24.1 se indicate, rese vigenti da:

24.2 minimo per similari

25. non confezionati – pagamento 60 giorni

26. prodotti soggetti ad etichettatura ai sensi della regolamentazione UE sugli OGM